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IL LATTE DEI SOGNI - MABART

Il latte dei sogni è il nome conferito alla 59esima Esposizione Internazionale d’Arte organizzata dalla Biennale di Venezia da Cecilia Alemani, ispirandosi al racconto della pittrice surrealista Leonora Carrington. Nei giorni tra il 24 e il 27 ottobre 2022 sono state invitate alla Biennale oltre dieci scuole da dieci regioni di tutta Italia per il progetto MABart.

Il nostro Istituto ha partecipato con una delegazione formata da 6 studenti provenienti da diverse classi; in particolare: Buttà Leonardo (II A), Doria Chiara (II D), Fusaro Daniele (II A), Langella Ginevra (II E), Scherillo Alberto (II H) e Tasso Giulia (II F) coordinati e accompagnati dalla prof. ssa Monica Cacciatore che ha curato anche le varie fasi di organizzazione dell'attività. La nostra delegazione è stata chiamata a rappresentare la propria regione in questo percorso artistico. Studenti di ogni ordine e grado suddivisi per età e docenti si sono messi in gioco con i propri compagni di gruppo, coloro che non ne fanno parte e anche con sé stessi nel tentativo di ideare un concept per una futura opera da collocare nella Biennale.

Il progetto, che avrebbe impegnato studenti, docenti e mentor in quattro giorni di puro lavoro e impegno, tanto da definire l’evento una «maratona dell’arte», alternato a visite guidate nei padiglioni della mostra, ha come tema le metamorfosi in tutte le loro sfaccettature: possano queste riguardare l’aspetto fisico o le capacità, coniugare l’uomo e la natura, la tecnologia, ma tutto visto attraverso il filtro del sogno. Insomma, l’uomo e le sue metamorfosi, necessarie e non, sono il perno attorno al quale ruota questa edizione dell’Esposizione.
Le attività si sono svolte sin dal primo giorno con la presentazione del progetto, senza però la rivelazione dei punti chiave di esso; il secondo giorno i partecipanti si sono preparati al concept attraverso attività di gruppo e individuali e la successiva visita guidata a solo alcuni dei padiglioni che caratterizzano il corpus artistico della Biennale d’arte 2022.
Il progetto vero e proprio è stato sviluppato il terzo giorno con la supervisione delle mentor e l’ausilio di software atti a sviluppare una immagine introduttiva da utilizzare nella presentazione finale. A far prendere forma al prodotto hanno contribuito le regole, talvolta piuttosto rigide, da seguire. Certo però non sono mancati momenti di svago, lo scambio di opinioni, risate e l’attesissima pausa. Inoltre, questa giornata rappresenta il culmine di tutte queste emozioni, dalle paure, insicurezze, alle ansie, alle risate per l’uso talvolta errato del tempo rimanente. È necessario anche ricordare come la mostra e il progetto siano state motivo di incontro tra ragazzi ogni luogo, persino quelli di cui non si è certi della posizione
geografica, e soprattutto di introspezione, non solo per quanto riguarda la propria vena artistica, ma anche nei rapporti con chi già si conosce da tempo e chi invece si ha appena conosciuto, che talvolta fonda le proprie idee su preconcetti e stereotipi, purtroppo ancora molto frequenti.


Il liceo Pansini, nonostante nessuno dei suoi alunni abbia ottenuto il primo posto, ha rappresentato uno degli istituti più autorevoli, fornendo idee di elevato grado artistico, dimostrando che non bisogna obbligatoriamente essere ritenuti artisti dalla massa per esserlo realmente. In fondo, è proprio questo l’obiettivo del progetto della Biennale di Venezia: spingere i bambini, i ragazzi e gli adulti oltre i propri limiti e a tentare di comprendere l’arte per diventare un tutt’uno con essa.